È come chiedere “cosa è più importante in una casa: le fondamenta o le stanze?”. La risposta è: entrambe, in momenti diversi. Ma se devo costruire, parto sempre dalle fondamenta. Ecco come approcciare SEO tecnica e on-page strategicamente, non ideologicamente.
SEO tecnica: la fondazione invisibile
La SEO tecnica garantisce che Google possa accedere, scansionare, comprendere e indicizzare il tuo sito. Anche con contenuti straordinari, se Google non può crawlarli, non esisti.
Elementi critici della SEO tecnica
Crawlability – robots.txt configurato correttamente (non blocchi accidentalmente intere sezioni), sitemap XML aggiornata e sottomessa, internal linking logico (ogni pagina raggiungibile in max 3 click da homepage), assenza di orphan pages (pagine senza link interni).
Indexability – Tag canonical corretti (evita duplicati), meta robots impostati strategicamente, gestione parametri URL (no infinite varianti), HTTPS obbligatorio (HTTP è red flag per Google).
Performance (Core Web Vitals) – LCP (Largest Contentful Paint) < 2.5s, FID (First Input Delay) < 100ms, CLS (Cumulative Layout Shift) < 0.1. Non sono metriche vanity: impattano ranking e conversioni.
Mobile-first – Responsive design (non versioni separate), touch target adeguati (44px minimo), testo leggibile senza zoom.
Structured data (Schema.org) – Markup JSON-LD per: Article, Product, LocalBusiness, FAQ, BreadcrumbList. Consente rich snippet in SERP.
SEO on-page: il contenuto che converte
La SEO on-page riguarda ottimizzazione dei contenuti visibili agli utenti. È l’arte di scrivere per umani in modo che anche Google capisca perfettamente di cosa parli.
Elementi critici della SEO on-page
Keyword research e intent matching – Identificare le query che il tuo target usa, capire l’intento (informativo, commerciale, transazionale), creare contenuti che soddisfano quell’intento meglio della concorrenza.
Ottimizzazione tag title e meta description – Title: 50-60 caratteri, keyword principale all’inizio, compelling per CTR. Meta description: 150-160 caratteri, include CTA, non è fattore ranking ma impatta CTR (che è fattore ranking indiretto).
Struttura headings (H1-H6) – Un solo H1 per pagina (di solito il title), H2 per sezioni principali (includono keyword secondarie), H3-H6 per gerarchia logica. Google usa heading per capire struttura contenuto.
Content quality e E-E-A-T – Profondità (articoli 1500+ parole per topic complessi), expertise dimostrabile (chi scrive? quali credenziali?), aggiornamenti regolari (contenuti datati perdono ranking), media ricchi (immagini, video, infografiche ottimizzate).
Internal linking strategico – Link contestuali verso altre pagine rilevanti, anchor text descrittivo (no “clicca qui”), distribuzione PageRank verso pagine strategiche.
La priorità strategica: tecnica prima, contenuti dopo
- Sito nuovo o migrato – Prima risolvi tutti i critical technical issues (crawlability, indexing, redirect), poi crea contenuti. Altrimenti produci contenuti che Google non vede
- Sito esistente con traffico – Se hai già contenuti ma performance scarse, ottimizza prima la parte tecnica. Spesso sblocca ranking latenti
- Competitor gap analysis – Se competi con siti tecnicamente superiori, livella il campo prima di investire pesante in content
- ROI immediato – Fix tecnici hanno impact immediato (giorni/settimane). Content marketing richiede mesi. Parti dai quick win tecnici
- Poi scala il content – Con fondamenta solide, ogni nuovo contenuto pubblicato ha massimo potenziale di ranking. Senza fondamenta, è lavoro sprecato