Portfolio progetto per progetto
Ogni progetto con la sua pagina: foto, disegni, il problema da risolvere, cosa ha fatto lo studio e con chi. È la pagina che convince chi ha un lavoro simile.
Il sito del tuo studio di architettura: il portfolio dei progetti con chi li ha fatti, lo studio e i servizi, e testi dentro le regole della pubblicità informativa delle professioni.

Per gli architetti e gli studi che vogliono farsi scegliere per i progetti che hanno fatto.

Chi cerca un architetto ha una casa da ristrutturare, un locale da progettare, una pratica da seguire. Prima di chiamare guarda i lavori: vuole capire se lo studio ha già fatto qualcosa di simile, e come.
Per questo il sito parte dal portfolio, progetto per progetto, con il ruolo dello studio e chi ha collaborato. E resta dentro le regole della professione: pubblicità informativa sì, equivoca o ingannevole no.
Per gli architetti la pubblicità informativa è ammessa con ogni mezzo, con regole precise scritte nel regolamento di riforma degli ordinamenti professionali e nel codice deontologico. Queste sono quelle che applichiamo.

Per le professioni regolamentate è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa sull'attività, sulle specializzazioni, sui titoli posseduti attinenti alla professione, sulla struttura dello studio e sui compensi richiesti. Deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare il segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria. Se lo è, è un illecito disciplinare e anche una violazione del Codice del consumo e delle norme sulla pubblicità ingannevole.
Fonte: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4, consultata il
Il codice deontologico vieta all'architetto di attribuirsi la paternità del lavoro fatto da altri e di far apparire come solo suo un progetto fatto in collaborazione con altri colleghi, senza indicarne i nomi e le mansioni svolte. Nel portfolio quindi ogni progetto dice qual è stato il ruolo dello studio e chi ha collaborato, con il suo compito.
Fonte: Codice deontologico degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), testo in vigore dal 2 dicembre 2024, art. 5, comma 2, consultata il
Il codice chiede all'architetto riserbo sul contenuto della prestazione e su tutto ciò che ha saputo eseguendola, e gli vieta di divulgare notizie e informazioni riservate. Il dovere resta anche quando il rapporto con il committente è finito. Per questo, prima di pubblicare foto, piante o dettagli di una casa privata, chiediamo allo studio di avere l'accordo del committente, e dove serve togliamo indirizzi e nomi.
Fonte: Codice deontologico degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), art. 7, commi 1, 2 e 3, consultata il
Per il codice l'uso di un titolo professionale non conseguito, e l'esercizio di attività riservate a sezioni e settori dell'albo a cui non si è iscritti, sono un grave illecito disciplinare. Il titolo accademico di professore si usa solo se si è professore ordinario o associato nel sistema universitario italiano. Nei profili scriviamo il titolo esatto di ciascuno, per esempio architetto, architetto iunior, pianificatore territoriale o paesaggista.
Fonte: Codice deontologico degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), art. 2, comma 2, e art. 5, comma 3, consultata il
Ogni funzione finisce scritta nel preventivo: sai cosa compri prima di cominciare.
Chiedi un preventivoOgni progetto con la sua pagina: foto, disegni, il problema da risolvere, cosa ha fatto lo studio e con chi. È la pagina che convince chi ha un lavoro simile.
Chi lavora nello studio, con il titolo esatto, le competenze di ciascuno e come si divide il lavoro su un progetto.
Progettazione, direzione lavori, pratiche edilizie, interni: cosa comprende ogni servizio e come si svolge, con le parole di chi lo cerca.
Un modulo breve per raccontare il progetto: tipo di intervento, luogo e tempi desiderati, senza chiedere planimetrie al primo contatto.
Tante foto e tavole, servite nel formato giusto per ogni schermo: le pagine del portfolio si aprono anche dal telefono senza perdere qualità.
Come in sartoria, ogni passaggio prepara il successivo. Le regole del settore entrano dal primo: prima di scrivere una pagina sappiamo cosa si può dire e cosa no.
Ci racconti il tuo lavoro e noi studiamo le ricerche dei tuoi clienti, città per città.

Ti mandiamo la mappa delle pagine e cosa dirà ciascuna, prima di scrivere una riga di codice.

Scriviamo i testi pagina per pagina; tu li rileggi e li approvi.

Disegniamo la grafica, scriviamo il codice e ti mostriamo il sito su un indirizzo di prova.

Controlliamo velocità, accessibilità, moduli e collegamenti, sul telefono e sul computer.

Pubblichiamo il sito sul tuo dominio, intestato a te, e lo segnaliamo a Google.

Sì: il DPR 137 del 2012 (art. 4) ammette con ogni mezzo la pubblicità informativa sull'attività, le specializzazioni, i titoli, la struttura dello studio e i compensi, purché sia funzionale all'oggetto, veritiera e corretta e non sia equivoca, ingannevole o denigratoria. Lo stesso testo è nel codice deontologico degli architetti (art. 36).
Sì, indicando chi ha collaborato e con quale compito: il codice deontologico degli architetti (art. 5, comma 2) vieta di far apparire come solo proprio un progetto fatto in collaborazione con altri colleghi senza indicarne i nomi e le mansioni svolte.
Sì, ma il codice deontologico (art. 7) chiede riserbo sul contenuto della prestazione e vieta di divulgare informazioni riservate, anche dopo la fine dell'incarico. Per questo pubblichiamo solo con l'accordo del committente, senza indirizzi né dettagli che rendano riconoscibile chi ci abita.
Un architetto con un portfolio di pochi progetti sta in un sito vetrina, che parte da 1.500 €; uno studio con molti progetti, più persone e servizi è un sito aziendale, che costa circa 3.000 €. Sempre IVA esclusa, con ogni voce scritta nel preventivo.
Sì: il codice deontologico degli architetti (art. 36, comma 3) prevede che il Consiglio dell'Ordine possa verificare o monitorare le campagne pubblicitarie degli iscritti, per accertare che rispettino i criteri della pubblicità informativa.
Scrivici di cosa ti occupi, dove lavori e cosa ti serve. Ti rispondiamo con una proposta e un prezzo, voce per voce.