Il sito di un centro medico, di un poliambulatorio o di uno studio di fisioterapia: una pagina per ogni prestazione e per ogni specialista, le prenotazioni dal telefono e testi dentro le regole della pubblicità sanitaria.
Per i centri medici e gli studi di fisioterapia che vogliono farsi trovare da chi cerca una visita o una terapia.
Per chi è
Poliambulatori e centri medici privati
Studi e centri di fisioterapia e riabilitazione
Centri di medicina dello sport
Chi cerca un centro medico di solito ha una domanda precisa: un dolore alla schiena, una visita da prenotare, un certificato per lo sport. Cerca dal telefono e sceglie il centro che gli risponde con chiarezza.
Per questo il sito parte dalle prestazioni e dalle persone che le fanno, non dalla storia del centro. E ogni parola resta dentro le regole della pubblicità sanitaria: informare sì, attirare con offerte e promesse no.
Le regole del settore
La pubblicità sanitaria ha regole precise, e valgono anche per il sito: per le strutture private, per i medici e per gli altri professionisti sanitari. Queste sono quelle che applichiamo pagina per pagina.
Solo informazioni, niente offerte
Le comunicazioni delle strutture sanitarie private e degli iscritti agli albi delle professioni sanitarie possono contenere unicamente le informazioni elencate dal decreto-legge 223 del 2006 (art. 2, comma 1), quelle che servono a una corretta informazione sanitaria. È escluso ogni elemento attrattivo e suggestivo, comprese offerte, sconti e promozioni, che possa portare a un ricorso improprio ai trattamenti sanitari. Nel sito quindi niente pacchetti scontati, niente «prima visita gratis», niente conti alla rovescia.
Le informazioni ammesse sono quelle su titoli e specializzazioni, sulle caratteristiche del servizio e sul prezzo e i costi complessivi delle prestazioni, con un messaggio trasparente e veritiero, che l'Ordine può verificare. Per questo ogni prestazione ha la sua pagina: cos'è, chi la fa, come si svolge e, se il centro lo vuole, quanto costa.
Il codice dei medici vuole una pubblicità sanitaria veritiera, corretta e funzionale all'informazione, mai equivoca, ingannevole o denigratoria. Il confronto con altri è ammesso solo con indicatori clinici misurabili, certi e condivisi, e non si diffondono notizie su innovazioni non ancora validate. Nel sito niente «il centro migliore della zona» e niente terapie presentate come una scoperta.
Lo stesso codice chiede ai medici un'informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche, che non alimenti aspettative o timori infondati. Gli articoli del sito si scrivono così, e nel sito li facciamo firmare a un professionista del centro.
Per le case di cura private e gli ambulatori mono o polispecialistici autorizzati, la legge chiede di indicare in ogni caso nome, cognome e titoli professionali del medico responsabile della direzione sanitaria. Se la pubblicità elenca le attività specialistiche, accanto va anche nome, cognome e titoli professionali del responsabile di ciascuna branca specialistica. Il medico o il professionista che lavora da solo nel suo studio non è una struttura: per lui la stessa legge ha un altro articolo (art. 1). Nel sito mettiamo il direttore sanitario nel piede di ogni pagina, come il titolo e l'Ordine nei siti degli avvocati.
Se una comunicazione sanitaria viola queste regole, gli Ordini professionali del territorio procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano la violazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), per gli eventuali provvedimenti sanzionatori di sua competenza. La stessa legge chiede a tutte le strutture sanitarie private di cura un direttore sanitario iscritto all'albo dell'Ordine del territorio della sede operativa.
Visite, terapie ed esami, ognuno con la sua pagina: cos'è, a chi serve, chi lo fa e come prenotarlo. Nel sito di un ambulatorio ogni branca specialistica porta nome, cognome e titoli del suo responsabile, come chiede la legge. È la pagina che risponde a chi cerca la terapia, prima ancora del nome del centro.
Schede degli specialisti
Per ogni professionista titolo, specializzazioni e prestazioni che segue: le informazioni che la legge ammette, scritte in modo chiaro.
Prenotare dal telefono
Telefono, WhatsApp e un modulo breve in ogni pagina, oppure il collegamento all'agenda online che il centro usa già. Il modulo chiede solo i dati per richiamare, non la storia clinica.
Prezzi chiari, se ci sono
Se il centro pubblica le tariffe, le scriviamo complete, senza sconti né promozioni a tempo: la legge ammette il prezzo e i costi complessivi, non le offerte.
Sedi, orari e direttore sanitario
Indirizzo, orari e come arrivare per ogni sede; nome, cognome e titoli del direttore sanitario nel piede di ogni pagina.
Come in sartoria, ogni passaggio prepara il successivo. Le regole del settore entrano dal primo: prima di scrivere una pagina sappiamo cosa si può dire e cosa no.
Prendiamo le misure
Ci racconti il tuo lavoro e noi studiamo le ricerche dei tuoi clienti, città per città.
Disegniamo il cartamodello
Ti mandiamo la mappa delle pagine e cosa dirà ciascuna, prima di scrivere una riga di codice.
Tagliamo i testi
Scriviamo i testi pagina per pagina; tu li rileggi e li approvi.
Cuciamo grafica e codice
Disegniamo la grafica, scriviamo il codice e ti mostriamo il sito su un indirizzo di prova.
Facciamo la prova
Controlliamo velocità, accessibilità, moduli e collegamenti, sul telefono e sul computer.
Consegniamo
Pubblichiamo il sito sul tuo dominio, intestato a te, e lo segnaliamo a Google.
Domande frequenti
Si possono pubblicare i prezzi delle visite?
Sì: tra le informazioni ammesse dal decreto-legge 223 del 2006 (art. 2, comma 1) ci sono il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni, con un messaggio trasparente e veritiero. La legge 145 del 2018 (art. 1, comma 525) esclude invece offerte, sconti e promozioni, quando possono portare a un ricorso improprio ai trattamenti sanitari. Se il centro pubblica le tariffe, nel sito le scriviamo complete.
Quanto costa il sito di un centro medico?
Dipende dalle pagine: un centro con poche prestazioni sta in un sito vetrina, che parte da 1.500 €; un poliambulatorio con molti specialisti e più sedi è un sito aziendale, che costa circa 3.000 €. Sempre IVA esclusa, con ogni voce scritta nel preventivo.
Il sito può portare all'agenda online che usiamo già?
Sì. Se il centro prenota con un'agenda online, il sito porta lì da ogni pagina; se non ce l'ha, mettiamo telefono, WhatsApp e un modulo breve. In entrambi i casi chiediamo solo i dati per richiamare.
Fate anche il sito di uno studio di fisioterapia?
Sì: FranciacortaMED, un centro di fisioterapia e medicina sportiva a Gussago, è uno dei nostri lavori. Il suo sito ha pagine per le terapie, le patologie e le parti del corpo, una scheda per ogni specialista e i contatti in ogni pagina.
Chi controlla che il sito rispetti le regole?
Gli Ordini professionali del territorio: se una comunicazione sanitaria viola le regole, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e la segnalano all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che decide gli eventuali provvedimenti sanzionatori. Lo prevede la legge 145 del 2018, art. 1, comma 536. Noi scriviamo i testi dentro queste regole e il centro li approva prima della pubblicazione.
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